RISTRUTTURARE IL VECCHIO IMPIANTO

Vorrei porre l’attenzione su un nodo cruciale che stiamo vivendo. Come ogni occasione, se colta al momento giusto, può produrre effetti decisamente diversi rispetto al temporeggiare e “vivacchiare”.

UN PO’ DI STORIA

Agli albori degli impianti di antenna TV nei condomini di fine anni ‘60, come per ogni nuova tecnologia ci sono stati spesso problemi di costruzione e dimensionamento.
I problemi sono scaturiti da diversi fattori:

  • Tecnologia degli apparati che compongono l’impianto ancora da perfezionare
  • Mancanza di “abitudini” nella costruzione dell’impianto, in particolare riferimento alla tubazione e ai collegamenti con gli appartamenti, e a volte mancato supporto
  • Difficoltà per l’installatore (quasi sempre l’elettricista) di comprendere e quindi dimensionare l’impianto in maniera adeguata
  • Conoscenze tecniche non ancora complete o consolidate

Quante volte abbiamo visto (e tutt’ora si vedono) condomini con una selva di antenne sui tetti e addirittura sui balconi…

Spesso capitava che l’impianto non fosse dimensionato adeguatamente, e ciò diffuse il pensiero che l’impianto centralizzato funziona peggio di un impianto singolo.

L’impianto centralizzato, se dimensionato adeguatamente alle utenze e manutenuto adeguatamente funziona tanto quanto un’antenna singola. Non solo! Offre una serie di vantaggi:

  • estetica dell’edificio preservata;
  • limitazione accesso a aree condominiali per cui è previsto il lavoro in quota, con tutti i rischi del caso (quante volte arriva l’amico o il cugino che sale sul tetto a metter mano all’impianto, senza che nessuno si preoccupi che il lavoro in quota esige determinati accorgimenti);
  • riduzione del costo di manutenzione dell’impianto d’antenna (se devo cambiare un’antenna in un impianto singolo o in un condominio dove la spesa viene ripartita in 10 condomini, il risparmio è notevole!)

Non valutare seriamente un impianto centralizzato, che sia terrestre o satellitare, in caso di ristrutturazioni anche parziali può rivelarsi davvero un’occasione persa!

E poi ora la legge va decisamente in questa direzione. Anzi, va ben oltre…

 

 

LEGGE INFRASTRUTTURA CONDOMINIALE IN FIBRA OTTICA

La legge 164 dell’ 11 novembre 2014 stabilisce che tutti gli edifici di nuova costruzione DEVONO essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete.

L’art. 135 bis delinea le nuove Norme per l’infrastrutturazione digitale degli edifici e si compone di tre commi:

Comma 1

Tutti gli edifici di nuova costruzione per le quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1° luglio 2015 devono essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete.

Lo stesso obbligo si applica, a decorrere dal 1° luglio 2015, in caso di opere che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera c.

Per infrastruttura fisica multiservizio interna all’edificio si intende il complesso delle installazioni presenti all’interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell’edificio con il punto terminale della rete.

Comma 2

Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autoriz­zazione edilizia sono presentate dopo il 1° luglio 2015 devono essere equipaggiati di un punto di accesso. Lo stesso obbligo si applica, a decorrere dal 1° luglio 2015, in caso di opere di ristrutturazione pro­fonda che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell’art. 10.

Per punto di accesso si intende il punto fisico, situato all’interno o all’e­sterno dell’edificio e accessibile alle imprese autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l’infra­struttura interna dell’edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultralarga.

Comma 3

Gli edifici equipaggiati in conformità al presente articolo possono be­neficiare, ai fini della cessione, dell’affitto o della vendita dell’immobile, dell’etichetta volontaria e non vincolante di “edificio predisposto alla banda larga”. Tale etichetta è rilasciata da un tecnico abilitato per gli impianti di cui all’art. 1, comma 2, lettera b), del Regolamento di cui al decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 22 gennaio 2008, n. 37, e secondo quanto previsto dalle guide CEI 306-2 e 64-100/1, 2 e 3.

Solo i costruttori e i tecnici progettisti più attenti sapranno proporre questo tipo di soluzione, che non è più facoltativa.

Inoltre chi non si adegua alle tecnologie presenti ora, in caso di nuova costruzione o ristrutturazione, avrà 2 certezze: avere fin da subito un edificio obsoleto dal punto di vista tecnologico, e spendere in seguito altri soldi per adeguarsi alla richiesta del mercato immobiliare che diventerà sempre più selettiva, quindi spendere 2 volte per non aver speso solo la prima. Con tutte le difficoltà tecniche del rimettere mano a una costruzione che si può facilmente comprendere.

UNA FOTO MEGLIO DI TANTE PAROLE !!!!

... prima ...

 

... dopo ...